I Magi eterni

magi
Narra il Vangelo di Matteo (2, 1-12) che alla nascita di Gesù giunsero dall’Oriente, per rendergli omaggio (inchinarsi, questo significa προσκυνῆσαι, non “adorarlo”)  dei Magi (mágoi), sacerdoti dell’antica fede di Zarathushtra. Durante l’epoca dei Parti, dal III sec. a.C. al III sec. d.C., sul cui fulcro temporale ebbe luogo la Natività, la religione dell’antico Iran – a contatto con le culture ebraica e ellenistica – assunse tratti universalistici, poi esplicitati nel Farvardin Yasht (“Inno agli spiriti celesti”), in cui si proclama la venerazione per i giusti di ogni terra, anche quelli di “Rūm”, termine che indica Roma – strenua avversaria dei Persiani – e il suo impero.

La storia dei Magi non va letta soltanto come tocco fiabesco nella narrazione o come espediente per attrarre alla fede in Gesù Cristo la comunità zoroastriana presente in Antiochia, dove il Vangelo di Matteo fu quasi certamente trasmesso (ed il termine “cristiani” usato per la prima volta, v. At. 11,26). Significa di più: forse è la chiave per leggere nella sua autentica prospettiva la missione di Gesù, agente del Dio di Luce, “veicolo” di quel Logos (Parola) che dà forma e congruità al cosmo. Indica continuità tra Zarathushtra e Gesù.

Ciò trova riscontro in diversi dati storici e scritturali: il contatto tra Ebrei e Persiani, durante l’esilio di Israele in Babilonia, aveva immesso nell’alveo biblico vari elementi del linguaggio e del patrimonio religioso mazdeo – nel successivo Libro di Tobia (3,8) lo spirito malefico è chiamato Asmodeo [Ashmodai], da Aeshma daeva che designa nella tradizione zoroastriana l’entità della furia – e la comunità degli Esseni insisteva sul conflitto tra Luce e Tenebre (sia pure sotto la “supervisione” divina), come i manoscritti di Qumrān attestano.

Ma la prova più rilevante sta nel gran numero di riferimenti all’“Avversario”  reperibili nei Vangeli, assolutamente sproporzionato a quello degli stessi nell’intero Antico Testamento, che è ben più corposo. Ciò si spiega solo con l’avvenuta inserzione di un elemento alieno alla religione ebraica istituzionale (e neppure derivante dalla religiosità ellenistica): quell’elemento proveniva verosimilmente dalla tradizione mazdea, che a partire dalle Gatha, gli inni attribuiti a Zarathushtra, aveva rilevato in modo netto la presenza del male nel mondo e la necessità di vincerlo

firetemple

 

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